giovedì 28 dicembre 2017

CRONACHE MARZIANE

marziano
Dopo la risibile attesa di 1 anno e 4 mesi, ieri sono stata "repentinamente" chiamata alla ASL per una visita di controllo *URGENTE* indispensabile (tra le altre cose non meno urgenti che includono anche una probabile operazione chirurgica) a farmi riscrivere (per l'ennesima volta) la prescrizione per il comunicatore per Jacopo (sono più di tre anni che facciamo avanti e indietro).

Fino a ora, tutte le spese "tecnologiche" (che non sono un vezzo ma una necessità) sono state sopportate dalla famiglia, insieme alle valutazioni specialistiche e alle 10 ore settimanali di educatrice privata che aggiungiamo alla fantasmagorica quota di 90 minuti settimanali, gentilmente offerti dalla ASL.

Dato che oggi sono arrivata in loco abbastanza decisa a ottenere *TUTTO E SUBITO*, ho addirittura strappato una valutazione logopedica per la prescrizione dell'ausilio *PER DOMANI*, in cui magari proviamo a ipotizzare un intervento anche da questo punto di vista.
Qui, la sorpresa... :)
Appena entrata nella stanza per darmi l'appuntamento, la logopedista si illumina con un grande sorriso (il che, ve lo assicuro, succede raramente quando mi presento in certi luoghi... ;) ), esordendo: "Ma noi abbiamo fatto il corso sui libri insieme!".

La sveglia alle 3.00 e la mancanza di caffeina hanno creato un grosso buco nero nella mia memoria e stampano un grande punto interrogativo sulla mia faccia. Scopro così che la logopedista in questione ha partecipato a uno dei corsi CAA a cui contribuisco sul territorio e che non le pareva vero di avere davanti il celeberrimo Jacopo.

Dentro di me un sospiro di sollievo (l'ultima antica valutazione in merito era stata fatta da un clinico che - per sua stessa ammissione - NON conosceva la CAA e men che meno i suoi ausili), mentre la dottoressa chiedeva conferma sul fatto che io fossi la docente in quel corso e di che corso si trattasse.

"Ha presente la CAA? Beh, quando sono entrata in questo posto nessuno aveva idea di che cosa si trattasse. Ho studiato, mi sono specializzata e ora faccio i corsi. Che se aspettavo voi..."

sabato 23 dicembre 2017

Lettera al nostro amico speciale

Il regalo a Jacopo dai suoi amici


Ciao Jacopo,

siamo i tuoi amici di classe, con noi hai trascorso i cinque anni di Scuola Primaria.

Quante cose abbiamo imparato, come ci siamo arricchiti, come siamo cresciuti condividendo e confrontandoci sulle differenze di ciascuno.

I primi anni tu con lanci, strappi e gridolini ci hai comunicato ogni tuo disagio e noi con un abbraccio ti abbiamo aiutato. Abbiamo provato a immaginare come ti sentissi, cosa stessi provando.

Il nostro cuore ci ha portato ad aver rispetto, a volerti bene; incluso in ogni attività, abbiamo imparato a conoscerci reciprocamente.

Ti abbiamo mostrato come cingerci le braccia per abbracciarci e quando hai imparato abbiamo sentito ancor di più l’amore, l’affetto che ci legava. Ci hai rubato il cuore. Siamo stati sempre uniti e con te abbiamo formato una squadra.

Non nascondiamo di aver affrontato momenti difficili, ma tutti insieme ci siamo messi in cammino per trovare una forma di comunicazione.
Abbiamo attaccato sui banchi le flash cards per dare voce ai tuoi pensieri.

La classe non sarebbe stata la stessa senza di te. Sei stato per noi una risorsa educativa, un insegnamento di vita.

Potremmo scrivere noi pagine sull’autismo! Abbiamo compreso che con l’amore e con la solidarietà qualche cosa si può risolvere.

“E se non proprio a tutto si può rimediare c’è sempre qualcosa da guadagnare: il sorriso sincero di un amico speciale, non c’è mai tesoro che lo possa eguagliare”.

Grazie Jacopo dai tuoi amici della 5a sez. A

[Composta, letta e consegnata dagli amici di Jacopo insieme al regalo, in occasione della manifestazione sulla condivisione e sull'accoglienza “La scuola: un grande contenitore colorato”]

venerdì 22 dicembre 2017

I doni di questo Natale

Lo scorso Natale, l'officina ha contribuito alla realizzazione del testo in CAA "Il dono di Natale", che potete scaricare da questo link su Soyvisual in formato PDF.

copertina del testo


Dato che non ci bastava, quest'anno abbiamo rielaborato i materiali in versione digitale realizzando un video completo e una serie diversificata di piccoli video che sono stati montati all'interno di ebook che permettono diverse modalità di fruizione: [guarda e ascolta], [guarda e leggi in simboli], [leggi in simboli e ascolta].

Il video integrale con testi in CAA e voce narrante

Per poter scaricare anche le versioni offline, leggete la guida per l'utilizzo di questi materiali (disponibile qui anche in versione pdf).

Buona lettura!

domenica 17 dicembre 2017

Rispondere a domande e comporre risposte: verbo BERE

copertina
Dall'officina ;) mi hanno richiesto un adattamento dei  materiali che avevo tradotto in italiano e che trovate qui sul portale ARASAAC http://www.arasaac.org/materiales.php?id_material=1464

Ho realizzato solo le modifiche per il verbo BERE, per il momento, creando anche un modello vuoto che può essere facilmente adattato con altre immagini.

I files li trovate qui:



Attendo opinioni :)

Buona domenica!

mercoledì 22 novembre 2017

Quando sento parlare di "cura"...

“Essere autistici non significa non essere umani, ma essere diversi. Quello che è normale per altre persone non è normale per me e quello che ritengo normale non lo è per gli altri. In un certo senso sono mal “equipaggiato” per sopravvivere in questo mondo, come un extraterrestre che si sia perso senza un manuale per sapere come orientarsi. Ma la mia personalità è rimasta intatta. La mia individualità non è danneggiata. Ritrovo un grande valore e significato nella vita e non ho desiderio di essere guarito da me stesso. Concedetemi la dignità di ritrovare me stesso nei modi che desidero; riconoscete che siamo diversi l’uno dall’altro, che il mio modo di essere non è soltanto una versione guasta del vostro. Interrogatevi sulle vostre convinzioni, definite le vostre posizioni. Lavorate con me per costruire ponti tra noi” (Jim Sinclair, 1998).

Quando sento parlare di "cura" per "tutte le forme di autismo", mi risuonano in mente queste parole. Le sfumature dello spettro sono innumerevoli. Le barriere che ne derivano per l'autonomia, il benessere e la partecipazione sociale sono peculiari per ogni singola persona in questa condizione.

Pensare che "l'alto funzionamento" e/o che l'analfabetismo relazionale/emotivo di partenza siano più accetti socialmente rispetto alla paura ancestrale che incute una persona "severamente autistica" è un'illusione. La società non perdona la mancanza di omologazione comportamentale e non fa sconti a nessuno.

Ma se non siamo noi genitori, per primi, a costruire ponti verso i nostri figli, come potranno mai farlo gli altri? Siamo noi a doverci interrogare sulle NOSTRE convinzioni. Siamo NOI a doverle definire per primi. Quando sento parlare dell'autismo come "l'uomo nero" che ci ha rapito i nostri figli, capisco subito che i cantieri non sono stati neanche inaugurati per realizzare quei ponti che ci permettono di allontanarci dal fantasma di quel figlio che vive solo nella nostra testa e impedisce a quello che vive nella nostra casa di prendere il posto che gli spetta.

venerdì 14 luglio 2017

Noi, Jacopo, Francesco...

Non ne ho parlato sul web anche se in TV ci sono stata... :) Qui sotto uno stralcio dell'intervista e qualche foto...