E quest'anno, abbiamo deciso di fare la cartolina "sponsorizzata" ;) Auguri a tutti da quelli dell'officina!
venerdì 19 dicembre 2014
Cartolina di Natale
sabato 8 novembre 2014
La visione di Jacopo come persona
L'approccio alla condizione dello spettro autistico può essere molto diverso a secondo che questa venga percepita come qualcosa da modificare il più possibile in un'ottica “normalizzatrice” o che si basi sulla consapevolezza del rispetto necessario a una maniera diversa di approcciarsi al mondo. Come genitori di Jacopo, siamo consapevoli che la nostra accettazione del bambino nella sua interezza e nelle sue peculiarità (frutto di un lungo e non facile processo di accettazione dei nostri limiti e delle “naturali” difficoltà di rimodulazione delle aspettative genitoriali) è un atteggiamento che non può essere imposto ma da cui non possiamo né vogliamo prescindere. Da questo punto di vista, la nostra fortuna è stata quella di aver incontrato persone che ci hanno ascoltato e che si sono “aperte” a questa visione. Sicuramente questo è il principio cardine su cui si sono basate le relazioni e il lavoro delle persone che lavorano per e con Jacopo, senza il quale tutto quanto detto e scritto fino a ora, non avrebbe avuto senso.Tratto dal documento allegato al verbale dell'ultimo GLHO.
venerdì 7 novembre 2014
Grazie, Edoardo!
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| La pianta di fagioli travasata |
Ve la ricordate la semina di Jacopo? Beh, le piantine di fagioli sono state poi portate a casa dai bambini e travasate. Quel giorno però Jacopo era assente e così l'operazione è stata fatta dal custode della scuola che ci ha prestato anche un bellissimo vaso.
Grazie Edoardo per essere stato così gentile e premuroso!
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| grazie da parte di Jacopo |
martedì 4 novembre 2014
Il libro per contare di Jacopo
Questa idea la devo al Libro mòvil de nùmeros, descritto in questo blog. Ho modificato l'orientamento della pagina, la disposizione delle palline per la quantità e ho sostituito le foto con i pittogrammi ARASAAC. Va rilegato con una spirale e ritagliato lungo le linee tratteggiate in maniera da poter sfogliare solo la parte che interessa o poter organizzare delle attività didattiche apposite. Se volete che duri... la plastificazione è d'obbligo.
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lunedì 3 novembre 2014
La pianta di fagioli di Jacopo (e le sperimentazioni della mamma)
Così come è capitato a ognuno di noi, anche Jacopo ha provato la magia del far sbocciare una pianta da un seme ricoperto di ovatta bagnata.
Ho approfittato subito per sperimentare Clicker per la realizzazione del "libro" dell'esperienza, sia verbale (quello che vedete sotto) sia in simboli (che è in fase di preparazione).
Ho approfittato subito per sperimentare Clicker per la realizzazione del "libro" dell'esperienza, sia verbale (quello che vedete sotto) sia in simboli (che è in fase di preparazione).
La mia idea è quella di realizzarlo anche su iPad usando Story Creator ma non limitandomi a questo perché:
1) l'utilizzo del PC favorisce un approccio più "meditato" e meno compulsivo rispetto al touch;
2) è possibile realizzare esercizi e attività di tipo diverso a partire dallo stesso contenuto;
3) sostiene e incentiva la motivazione nell'utilizzo di un dispositivo che richiede più fatica in quanto richiede la mediazione del mouse e della tastiera.
Vi aggiorno poi ;)
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sabato 25 ottobre 2014
Parliamo la stessa lingua?
Stamattina ho trovato un contributo molto interessante di Olga Bogdashina (linguista russa con un figlio autistico) sulla comunicazione nell'autismo. Poiché il fraintendimento tra linguaggio e comunicazione è una delle maggiori difficoltà da affrontare quando si parla di Bisogni Comunicativi Complessi, ritengo che sia una preziosa fonte di studio e riflessione. Qui di seguito, qualche stralcio significativo (il grassetto è mio)...
Nell’autismo ambedue le forme verbali e non verbali risultano compromesse e, anche se la capacità di linguaggio è buona, come nel caso di individui ad alto funzionamento, la comunicazione e l’uso sociale del linguaggio sono deteriorati. A questo punto, quali sono le nostre priorità? Affrontare i deficit di comunicazione o di linguaggio? Le persone con autismo non sono deficitarie dal punto di vista della “comunicazione” perché esse comunicano e lo fanno sempre...
Le persone non autistiche sono spesso disorientate dalla comunicazione “bizzarra” delle persone autistiche, ma anche viceversa. La comunicazione è un processo a due vie e ci vogliono due persone per comunicare e non è vero che tutti i problemi dipendano dalle persone con autismo. Le persone neurotipiche hanno molto da imparare sull’arte della comunicazione con individui che non conversano nello stesso modo, sia attraverso il linguaggio verbale che quello non verbale. Quelli definiti come “deterioramenti della comunicazione” nell’autismo, in realtà sono modi qualitativamente diversi per interagire, comunicare, processare le informazioni, che non coincidono con quelli convenzionali...
sabato 21 giugno 2014
"Capire gli amici"... A cosa può servire.
Questo è un post dedicato in primis ai genitori ma non di meno agli insegnanti, agli educatori e agli operatori socio-sanitari.
Il mio intervento come mamma serve a restituire la mia immagine di "genitore qualsiasi" e a Jacopo quella di "figlio qualsiasi". Vivere con Jacopo la gioia di essere presente in un ambiente diverso dalla nostra casa, mostrarci mentre ci facciamo le coccole, dimostrare come comunichiamo... fa sentire tutto più in ordine.
E' il non sapere come comunicare che crea i primi e fondamentali problemi. Non possiamo che essere noi a dare l'esempio.
C'è bisogno che le mamme e i papà escano allo scoperto per il ruolo che è loro proprio: raccontare la propria normalità.
Io faccio questo e mi rende felice. Più in pace con me stessa... Riesco a mostrare il bene che ci vogliamo.
Il mio intervento come mamma serve a restituire la mia immagine di "genitore qualsiasi" e a Jacopo quella di "figlio qualsiasi". Vivere con Jacopo la gioia di essere presente in un ambiente diverso dalla nostra casa, mostrarci mentre ci facciamo le coccole, dimostrare come comunichiamo... fa sentire tutto più in ordine.
E' il non sapere come comunicare che crea i primi e fondamentali problemi. Non possiamo che essere noi a dare l'esempio.
C'è bisogno che le mamme e i papà escano allo scoperto per il ruolo che è loro proprio: raccontare la propria normalità.
Io faccio questo e mi rende felice. Più in pace con me stessa... Riesco a mostrare il bene che ci vogliamo.
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